Da nord a sud dei suoi circa 900 chilometri, dallo Jonio all’Adriatico, la Puglia ha almeno quattro importanti, e grandi, zone vitivinicole: la Capitanata, la Murgia centrale, la Valle d’Itria e il Salento. Ma in due di queste macroaree il re indiscusso dei vitigni è il Nero di Troia.

Queste zone si incontrano non appena si mette piede in Puglia venendo dal nord. La Capitanata è la prima, che si incontra giungendo dal Molise.

Anticamente chiamata Daunia, l’area corrisponde oggi alla provincia di Foggia.

Le denominazioni sono l’antica San Severo DOC e Tavoliere delle Puglie, che si è aggiunta più di recente. San Severo DOC è stata la prima in Puglia, introdotta nell’aprile del 1968 e seguita poco dopo dalla Martina Franca DOC e dalla Locorotondo DOC, entrambe risalenti al giugno 1969.

È facile dedurre che la DOC San Severo prenda il nome dalla città più centrale dell’area vitivinicola in questione. I vini che vengono prodotti in Capitanata sono sia rossi, che rosati o bianchi.

Per i rossi e i rosati i vitigni di riferimento sono l’Uva di Troia, autoctona, e i cultivar Montepulciano e Sangiovese. Per i bianchi è dato largo spazio al Bombino Bianco, ampiamente coltivato nel Mezzogiorno, di origini spagnole e non propriamente autoctono, insieme al Trebbiano. Entrambi sono tra i vitigni più coltivati a bacca bianca nella zona. Mentre, più a sud, unico vitigno autoctono di uva bianca della Puglia è il Verdeca.

Nonostante la San Severo Bianco sia una Doc, qui è il rosso che la fa da padrone. In particolar modo il Nero di Troia, chiamato anticamente e localmente “sumarello”, dà ottimi vini rossi e rosati ormai sempre più vinificati in purezza. Il Nero di Troia è il terzo vitigno autoctono per importanza e produzione della Puglia, dopo Primitivo e Negroamaro.

Nell’area di Capitanata il Nero di Troia viene usato anche per interessantissimi blend. Ad esempio, insieme a Montepulciano, Sangiovese e altre uve a bacca bianca dà vita al gustoso Cacc’e Mmitte di Lucera Doc.

Più in basso, venendo alla zona pugliese tra le più vocate alla viticoltura ecco la Murgia Centrale.

Oggi più che mai tutta l’area è lanciatissima verso produzioni di alta qualità. Là dove un tempo i vitigni erano coltivati e vendemmiati a livello intensivo, da qualche anno si punta tutto, dalla coltivazione alla produzione, sulla qualità che conferisce al prodotto finale struttura, complessità e longevità. Dominano l’area i vitigni autoctoni del Nero di Troia, seguiti da quelli dell’Aglianico. Uve principalmente vinificate in purezza ma che, impreziosite con altre varietà, donano grandi blend: esempi ne sono alcuni dei top wine di Crifo, marchio dell’antica cooperativa vitivinicola di Ruvo di Puglia.

La linea di maggior successo commerciale è denominata Grifone: una sintesi perfetta della filosofia che sta alla base della Cantina di Ruvo di Puglia. Nero di Troia in purezza per Grifone Nero di Troia Puglia IGP, blend con una quantità di Montepulciano che varia a seconda delle annate per Grifone Castel del Monte Dop.

Caratteristiche: vini di alta qualità, da vitigni autoctoni, con metodi di coltivazione tradizionali e tecniche di vinificazione moderne, il tutto sottolineato dal packaging di alta gamma.

Ma la Murgia non è solo Nero di Troia: quest’area è arricchita anche dalle uve di varietà Bombino Nero, oltre che Aglianico e Montepulciano mentre, a bacca bianca, si trovano il Bombino Bianco, il Pampanuto, il Greco, il Fiano e la Malvasia bianca.

Di autoctono, nella zona costiera si trova il Moscato bianco, un’eccellenza da cui si produce la Dop Moscato di Trani, vino da dessert che rappresenta il fiore all’occhiello di molte delle aziende del territorio.

Nell’area si trova anche il vitigno del Moscatello selvatico che può essere vendemmiato tardivamente come fa la Cantina di Ruvo di Puglia, che lo vendemmia addirittura nella prima decade di novembre e da cui ricava l’etichetta Crifo Moscatello Selvatico Vendemmia Tardiva Puglia IGP.

Al Nero di Troia sono dedicate ben due Docg delle complessive quattro in Puglia, la Castel del Monte Rosso Riserva e la Castel del Monte Nero di Troia Riserva, e due Dop:  Castel del Monte e Rosso Barletta.