Il 14 Febbraio di ogni anno la festa dell’amore celebra la passione e il sentimento che lega due persone. Un giorno in cui si scambiano dolcezze e fiori freschi, magari ci si incontra a cena con una bottiglia di vino speciale.
In questi casi come si fa a scegliere il vino giusto? C’è davvero tantissima scelta e, anche volendo rimanere entro i confini di una sola regione d’Italia, come orientarsi ad esempio tra i migliori vini pugliesi? Si può supporre che per brindare a un legame particolarmente intenso e profondo sia necessario stappare una bottiglia altrettanto “importante” (e costosa)? E come comportarsi allora quando si tratta di amori appena sbocciati? E quando ancora non si conoscono i gusti del partner e nessuno dei due può sfoggiare un curriculum da sommelier o da intenditore di vini?

Cosa si intende per vino “ruffiano” e vino “femminile”

Quando si prepara un appuntamento galante, come una cena a San Valentino, il momento del brindisi fa parte di quelle fasi da organizzare per bene. Come si fa a non rischiare? Per sentito dire la soluzione dovrebbe essere semplice: basta scegliere un cosiddetto “vino ruffiano”.
Di cosa stiamo parlando? Nel linguaggio comune si definiscono vini “ruffiani” tutti quei vini che, per le loro caratteristiche organolettiche semplici ed equilibrate, incontrano il gusto di un po’ tutti i palati. A volte questi si definiscono anche vini “femminili”, poiché nella generalità dei casi risultano molto morbidi e relativamente dolci, in grado di sedurre anche palati poco abituati o che addirittura normalmente non gradiscono il nettare di bacco.
In quest’ottica il genere di vino femminile per eccellenza è sempre stato il rosato, soprattutto frizzante e spumante, perché tipicamente più fruttato e leggero ma anche per via del colore rosa tipicamente associato alle donne. Certamente possiamo affermare che non sia possibile definire alcun vino come “femminile” o “maschile” a prescindere, e che ogni prodotto vada conosciuto e apprezzato per le sue particolarità, tuttavia bisogna riconoscere che per molto tempo questa diffusa associazione di idee è stata fuorviante e probabilmente ha un po’ ritardato l’exploit dei vini rosati, oggi molto richiesti e consumati in maniera assolutamente trasversale.

I vini Crifo da uve pugliesi Bombino Nero e Nero di Troia preferiti dalle donne

Ad oggi tra i grandi esperti del vino si annoverano molti nomi femminili: perché allora non prendere ispirazione dalle valutazioni di queste professioniste e “rubare” qualche prezioso consiglio per brindare a San valentino?
Nel 2014 Yumi Tanabe, grande professionista e conoscitrice del vino a livello mondiale, ha ideato il prestigioso “Sakura Japan Womens Wine Award” dando vita al primo concorso enologico internazionale, giudicato esclusivamente da donne, in Giappone. A tutt’oggi i premi assegnati dalla Tanabe formano il più grande e importante concorso enologico in Asia, con oltre 4.000 etichette partecipanti da tutto il mondo, e grazie anche ad altri eventi nazionali e internazionali che da questo hanno preso ispirazione, le donne stanno definendo un nuovo punto di vista sui criteri di selezione dei vini bianchi, rossi e rosé.

Tra i vini preferiti dalle donne, alla luce dei riconoscimenti ottenuti nel corso dei Sakura Japan Womens Wine Award, segnaliamo alcune etichette Crifo sia rosè che rosse, con l’invito ad assaggiarle proprio in un’occasione speciale come San Valentino.
Iniziando dal rosè, la giuria tutta al femminile ha assegnato la medaglia d’oro alle bollicine Cryfus Easy Vino Spumante Rosato Extra Dry, da uve autoctone di cultivar Bombino Nero vinificate in purezza, scelto fra ben 4.333 etichette provenienti da ogni parte del mondo.
Passando ai rossi Crifo, la medaglia d’oro è stata assegnata al Grifone Nero di Troia Puglia IGP mentre l’Augustale Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG si è aggiudicato addirittura la doppia medaglia d’oro. Questi risultati sono tutt’altro che banali perché riguardano due vini da uve Nero di Troia in purezza che in pochi, sulla carta, assocerebbero con successo a un target femminile. E invece ecco la sorpresa (per chi non ha mai assaggiato le etichette in questione, naturalmente): da un lato i trend nel consumo dei vini si stanno evolvendo in favore di prodotti più ricercati, dall’altro le migliori cantine sono in grado di presentare con successo al vasto pubblico anche i frutti di vitigni tutt’altro che “ruffiani”.