È stata riconosciuta per la seconda volta quale regione più bella del mondo pochi giorni fa: la Puglia torna a far parlare di sé a livello internazionale. Per National Geographic, Lonely Planet e New York Times i motivi che la rendono tale, oltre alla sua naturale bellezza e alla storia millenaria dei borghi, sono le sue tipicità e l’enogastronomia.

Giugno 2020: segnarsi questa data perché entrerà negli annali per la nostra regione che già nel 2014 festeggiò il riconoscimento nell’ambito del “Best value travel destination in the world”, classifica stilata dal National Geographic.

Cinque sono i siti Unesco di Puglia riconosciuti patrimonio dell’umanità: Castel del Monte, inserito nel 1996; I Trulli di Alberobello, inseriti nel 1996; il Santuario di San Michele Arcangelo, inserito nel 2011; la Riserva naturale “Foresta Umbra”, inserito nel 2017; Castel Fiorentino a Torremaggiore, inserito nel 2017. Ma accanto a questi “monumentali” motivi di immortale attrazione turistica, in Puglia ce ne sono altri altrettanto validi: il cibo e il vino.

Un ottimo motivo per visitare la Puglia e percorrerla da nord a sud, è conoscere le sue tipicità enogastronomiche. Scorrazzare tra i suoi vitigni autoctoni e degustare i migliori vini pugliesi direttamente nelle “guest room” delle cantine, se non addirittura in vigna.

Negli ultimi decenni, dal 1999, le strade del vino portano in Italia e quindi in Puglia. Nascono tanti movimenti dedicati a questa nicchia del turismo: il più famoso è sicuramente l’ Mtv, movimento turismo del vino, che ha la sua sezione pugliese dedicata ai vitigni della regione e ai suoi produttori, e vanta tra i suoi consorziati proprio la Cantina di Ruvo di Puglia. Requisito fondamentale: avere la cultura dell’accoglienza enoturistica, capace di contagiare anche il turista più acerbo con l’emozione di far vino in Puglia.

Undici sono gli itinerari stabiliti dal Movimento: Tesori della Daunia, Accogliente Capitanata, Le Terre di Federico, Dall’Adriatico a Castel del Monte, La Murgia Carsica e la Valle d’Itria, Le Tenute del Primitivo, Facciamo un Brindisi, Nel Parco del Negroamaro, Nel Cuore del Barocco, Sapori d’Adriatico, I profumi dello Ionio. Undici itinerari raccontati attraverso le cantine che aprono le proprie porte e promossi dal Mtv in manifestazioni ed eventi, ma tanti altri sono lasciati alla libera interpretazione dell’enoturista più “creativo”. Ma vediamo quello che comprende l’imperdibile tappa alla Cantina di Ruvo di Puglia e la degustazione dei vini Crifo.

Parliamo dei 60 anni di storia di una cooperativa di vignaioli che coltivano a vite il terreno calcareo che circonda Castel del Monte, tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani. A dominare quest’area di percorso del vino sono il Nero di Troia, a nord, e il Moscato Reale pochi chilometri più a sud, sui lidi sabbiosi di Trani.

La Cantina di Ruvo di Puglia aderisce al Movimento turismo del vino e partecipa alle sue più interessanti manifestazioni stagionali perché ne sposa l’intento culturale complessivo. Ma apre le porte della sua vineria a turisti ed enolovers in ogni periodo dell’anno.

Dopo la visita in cantina il territorio offre molto altro e si può ammirare il centro del comune di Ruvo, ricco di fascino e di cultura, e intorno i boschi con alberi di quercia roverella e il Museo Nazionale Jatta, dedicato alla Magna-Grecia, che ospita il celebre vaso di Talos, un cratere attico del V sec. a.C. su cui è raffigurata l’uccisione dell’omonimo gigante da parte degli Argonauti.

La più ampia area della Doc di Castel del Monte, tra le più note della regione, oltre che di storia racconta dunque di una vasta gamma di tipologie di vitigni e straordinari vini: i bianchi da uve Bombino Bianco, Pampanuto e Chardonnay; i rossi da Nero di Troia, da Aglianico e da Montepulciano; i rosati da Bombino Nero.